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Ossiuri, pidocchi e scabbia: gli incubi dei genitori (ma affrontabili)

 

Chi ha figli piccoli lo sa: basta una comunicazione della scuola o dell’asilo e scatta subito l’allarme.

“Sono stati segnalati casi di pidocchi.”
“È comparsa la scabbia in classe.”
“Il bambino ha prurito di notte, potrebbero essere ossiuri.”

La prima reazione è spesso il panico, la seconda è la ricerca su Google alle 23 di sera per cercare di prevenire, non è così? Oggi però vogliamo aiutarti nel pratico e magari farti anche passare un pò di paura.

Iniziamo con una buona notizia! Ovvero che ossiuri, pidocchi e scabbia sono molto comuni nell’infanzia e, se riconosciuti in tempo, si trattano facilmente.

Capire come si manifestano, come si trasmettono e quando serve davvero il medico aiuta a gestire la situazione con molta più serenità.

Perché succede così spesso proprio ai bambini?

La risposta è semplice: i bambini esplorano il mondo con il corpo.
Si toccano il viso, condividono giochi, si siedono vicini, si abbracciano e spesso non hanno ancora sviluppato abitudini igieniche consolidate.

In contesti come scuole, asili e centri sportivi basta un singolo caso perché il problema si diffonda rapidamente.

 

Questo non significa che qualcosa sia stato fatto “male”: significa semplicemente che stiamo parlando di condizioni molto comuni nell’infanzia.

Ossiuri: i parassiti intestinali più comuni nei bambini

Gli ossiuri (Enterobius vermicularis) sono piccoli vermi intestinali bianchi, lunghi pochi millimetri, che vivono nell’intestino umano.

Sono probabilmente la parassitosi intestinale più frequente nei bambini in età scolare.

Questo perché la trasmissione avviene facilmente nei contesti dove i bambini condividono spazi, giochi e bagni: scuole, asili e centri sportivi.

Come si prendono gli ossiuri?

L’infezione avviene ingerendo uova microscopiche del parassita che possono trovarsi su:

  • mani non lavate
  • giocattoli
  • superfici contaminate
  • biancheria

I bambini sono particolarmente esposti perché portano spesso le mani alla bocca.

Una volta ingerite, le uova si schiudono nell’intestino. Durante la notte la femmina del parassita migra verso la zona anale per deporre nuove uova.

Ed è proprio questo comportamento a causare il sintomo più tipico: il prurito notturno!

Il segnale più caratteristico è prurito intenso nella zona anale soprattutto di notte.

Questo accade perché gli ossiuri escono durante il sonno per deporre le uova.

Altri sintomi possono essere sonno agitato, irritabilità, dolore addominale lieve o anche grattamento frequente.

In alcuni casi si possono vedere anche dei piccoli filamenti bianchi nelle feci o nella zona anale.

Come si diagnosticano?

La diagnosi viene fatta spesso con il test dello scotch test (o test di Graham), consiste nell’applicare un piccolo pezzo di nastro adesivo trasparente sulla zona anale al mattino prima di lavarsi. Il campione viene poi analizzato per cercare le uova.

Come si curano?

La terapia è farmacologica e generalmente molto semplice. Il pediatra prescrive farmaci antiparassitari specifici che eliminano i vermi intestinali.

Spesso è consigliato trattare tutta la famiglia, perché la trasmissione è molto facile.

Anche l’igiene domestica è fondamentale:

  • lavare spesso le mani
  • tenere le unghie corte
  • cambiare quotidianamente biancheria intima
  • lavare lenzuola e pigiami ad alte temperature (dai 60° in su)

Pidocchi: il problema più temuto a scuola

La pediculosi del capo è un’infestazione causata dal parassita Pediculus humanus capitis.

I pidocchi sono piccoli insetti che vivono sul cuoio capelluto e si nutrono di sangue e sono molto diffusi tra i bambini tra 3 e 11 anni, soprattutto in contesti scolastici.

Sfatiamo subito alcuni miti molto comuni: non dipendono dall’igiene e non sono più portati a contrarli coloro che hanno i capelli lunghi. Non è vero nessuna di queste affermazioni!

I pidocchi possono infestare qualsiasi testa, indipendentemente dall’igiene o dal tipo di capelli.

Come si trasmettono?

La trasmissione avviene quasi sempre tramite:contatto diretto testa-testa.

È per questo che si diffondono facilmente tra bambini che giocano vicini, si abbracciano o condividono momenti ravvicinati.

Più raramente possono diffondersi tramite:

  • cappelli
  • spazzole
  • fermagli
  • cuscini.

Come puoi riconoscerli?

Il sintomo principale è: prurito del cuoio capelluto, soprattutto dietro le orecchie e sulla nuca, tuttavia non sempre è presente.

Il segnale più affidabile sono le lendini, cioè le uova dei pidocchi.

Le lendini (le uova di pidocchi):

  • sono piccole
  • di colore bianco o giallastro
  • sono attaccate saldamente al capello.

A differenza della forfora non si staccano facilmente.

Come si debellano?

Il trattamento prevede:

  1. prodotti antiparassitari specifici
  2. uso del pettine a denti stretti
  3. controllo di tutta la famiglia.

È importante ripetere il trattamento dopo alcuni giorni per eliminare eventuali nuove schiuse.

Bisogna lavare e disinfettare tutta casa?

La buona notizia è che non è necessario sanificare tutta la casa o lavare ogni oggetto.

È sufficiente:

  • lavare cappelli, federe e lenzuola a 60°
  • evitare la condivisione di spazzole e accessori per capelli
  • controllare tutti i membri della famiglia.

 

I pidocchi infatti vivono quasi esclusivamente sul cuoio capelluto e sopravvivono poco lontano dalla testa.

Scabbia: meno comune ma molto contagiosa

La scabbia è un’infestazione della pelle causata da un acaro chiamato Sarcoptes scabiei.

Questo parassita scava piccole gallerie nello strato superficiale della pelle dove depone le uova.

Negli ultimi anni i casi sono aumentati anche in Europa, soprattutto in contesti comunitari.

Come si trasmette?

La scabbia si trasmette tramite contatto diretto e prolungato pelle-pelle è per questo che può diffondersi facilmente in famiglia se hai bambini che vanno a scuola, o se si frequentano zone con grande affluenza.

Il sintomo principale è il prurito intenso e soprattutto di notte.

Questo succede perché di notte l’attività dell’acaro aumenta.

Le zone più colpite nei bambini sono:

  • mani
  • polsi
  • pieghe cutanee
  • addome.

Come si cura?

La scabbia si tratta con farmaci specifici sotto forma di crema o lozione prescritti dal medico.

La terapia deve essere eseguita in maniera molto scupolosa:

  • su tutto il corpo
  • da tutti i membri della famiglia
  • seguendo attentamente le indicazioni del medico.

Anche qui è importante lavare biancheria e vestiti ad alte temperature (dai 60° in su).

Quando chiamare il pediatra

In molti casi i genitori riescono a riconoscere i sintomi iniziali, ma è sempre importante non affidarsi solo al fai-da-te.

Una diagnosi corretta, in tutte le situazioni, permette di evitare trattamenti inutili o inefficaci.

Abbiamo una buona notizia per i genitori

Anche se possono sembrare problemi molto fastidiosi, ossiuri, pidocchi e scabbia sono condizioni comuni e curabili.

Non devono essere motivo di imbarazzo e, soprattutto, non definiscono la qualità delle cure che un genitore dà al proprio figlio.

La cosa più importante è riconoscere i segnali precocemente e intervenire con il trattamento corretto.

 

Ricorda: noi del Policentro siamo qui per aiutarti e darti degli strumenti pratici.
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