Crema solare: come sceglierla davvero (e quali errori evitare)

Crema solare: come sceglierla davvero (e quali errori evitare)

Con l’arrivo della bella stagione, una delle domande più frequenti è: quale crema solare scegliere?
Premessa: la crema solare sarebbe da mettere nel viso e nelle zone esposte tutto l’anno.
Tra SPF 30, 50+, filtri fisici, filtri chimici, spray, latte e creme, orientarsi non è sempre semplice. Eppure la protezione solare non serve solo a evitare le scottature: rappresenta uno degli strumenti più importanti per proteggere la pelle dall’invecchiamento precoce e ridurre il rischio di danni cutanei nel tempo.

Con questo articolo non vogliamo creare inutili allarmismi.
Al contrario, il nostro obiettivo è aiutarti a orientarti in un tema che negli ultimi anni è stato spesso oggetto di informazioni contrastanti, miti e fake news che hanno generato molta confusione.
Per questo motivo, oltre a basarci sulle più recenti evidenze scientifiche e sulla nostra esperienza clinica, vogliamo partire da un’immagine che ha fatto il giro del mondo e che ancora oggi rappresenta uno degli esempi più efficaci degli effetti che l’esposizione solare può avere sulla pelle nel lungo periodo.

Nel 2012 il New England Journal of Medicine pubblicò la fotografia di Bill McElligott, un uomo di 69 anni che aveva lavorato come camionista per 28 anni.

Osservando il suo volto si nota una marcata differenza tra i due lati del viso: il lato maggiormente esposto ai raggi solari attraverso il finestrino del camion appare visibilmente più segnato, ispessito e invecchiato rispetto all’altro.

L’immagine mostra in modo molto chiaro un fenomeno chiamato foto-invecchiamento, ovvero l’insieme dei danni che la pelle accumula nel tempo a causa dell’esposizione cronica ai raggi ultravioletti.
Naturalmente non significa che dobbiamo vivere il sole con paura. Il sole è fondamentale per il nostro benessere e può essere vissuto in sicurezza adottando alcune semplici precauzioni.

Proprio per questo abbiamo creato questa guida: per aiutarti a comprendere come funzionano i raggi UV, come leggere correttamente le etichette delle creme solari e come scegliere la protezione più adatta a te e alla tua famiglia, con particolare attenzione ai bambini e alle pelli più sensibili.

 

Perché il sole può danneggiare la pelle?
La luce solare è composta da diverse radiazioni. Quelle che interessano maggiormente la salute della pelle sono i raggi ultravioletti (UV), suddivisi principalmente in:

– Raggi UVB e sono i principali responsabili di scottature ed eritemi solari, danni cellulari e l’aumento del rischio di tumori cutanei.
L’intensità degli UVB varia durante la giornata ed è maggiore nelle ore centrali.
– Raggi UVA che enetrano più in profondità nella pelle e sono coinvolti in invecchiamento cutaneo precoce, comparsa di macchie, perdita di elasticità e danni cellulari che si accumulano nel tempo.
A differenza degli UVB, gli UVA sono presenti durante tutto l’anno e attraversano anche nuvole e vetri (ecco perchè all’inizio ti abbiamo detto che consigliamo la crema solare tutto l’anno).
Per questo motivo una buona protezione solare deve proteggere sia dagli UVA che dagli UVB.

Come leggere l’etichetta: cosa significa SPF?
SPF significa Sun Protection Factor (fattore di protezione solare).

Indica il livello di protezione contro i raggi UVB e viene generalmente classificato in:

SPF 15 → protezione bassa
SPF 30 → protezione media-alta
SPF 50 → protezione alta
SPF 50+ → protezione molto alta
È importante sapere che nessuna crema garantisce una protezione totale.
Per bambini, neonati e persone con pelle molto chiara o sensibile, è consigliabile orientarsi verso una protezione SPF 50+.
Quando possibile, verifica sempre che sulla confezione sia chiaramente indicata anche la protezione contro i raggi UVA.

SPF 50 significa che posso stare al sole tutto il giorno?
No. Uno degli errori più comuni è pensare che una protezione elevata permetta di esporsi al sole senza limiti.
La capacità protettiva della crema diminuisce progressivamente a causa di:

sudore;
bagni in mare o piscina;
sfregamento con asciugamani;
normale degradazione del prodotto.
Per questo motivo è consigliato:
1. applicare la crema circa 20-30 minuti prima dell’esposizione;
2. riapplicarla ogni 2 ore;
3. riapplicarla sempre dopo il bagno o un’intensa sudorazione.

Quanta crema bisogna applicare?
Molto spesso il problema non è il fattore di protezione scelto, ma la quantità utilizzata. La maggior parte delle persone applica meno della metà del prodotto necessario, riducendo drasticamente la protezione reale.
Una regola semplice utilizzata anche in dermatologia è quella del “fingertip unit”: la quantità di crema che copre la punta di un dito è sufficiente per un’area di pelle grande circa quanto il palmo della mano. Se, quando finisce l’estate, il flacone è ancora quasi pieno, probabilmente la quantità utilizzata non è stata sufficiente.

Filtri fisici e filtri chimici: qual è la differenza?
Tra le informazioni che troviamo più spesso sulle confezioni c’è la presenza di filtri fisici o chimici.

Filtri chimici: assorbono l’energia dei raggi UV e la trasformano in forme di energia non dannose per la pelle. I prodotti moderni utilizzano spesso una combinazione di diversi filtri chimici per garantire una protezione ampia sia contro UVA che UVB.
Filtri fisici (o minerali) i più conosciuti sono l’ossido di zinco e il biossido di titanio che agiscono principalmente riflettendo e disperdendo parte delle radiazioni solari.
Sono particolarmente indicati per:

neonati;
bambini molto piccoli;
persone con pelle sensibile;
soggetti con allergie o dermatiti.
Le formulazioni moderne risultano molto più facili da stendere rispetto al passato e lasciano meno il classico effetto bianco sulla pelle.

Quale crema scegliere per i bambini?
La pelle dei bambini è più sottile e vulnerabile rispetto a quella degli adulti, motivo per cui necessita di attenzioni particolari.
Quando scegli una protezione solare pediatrica, è utile verificare che:

sia specifica per l’età del bambino;
offra protezione ad ampio spettro UVA e UVB;
abbia SPF 50+;
sia dermatologicamente testata;
contenga il minor numero possibile di profumi e sostanze potenzialmente irritanti.
Nei bambini molto piccoli sono spesso preferibili formulazioni con filtri minerali, particolarmente delicate sulla pelle.

Ricordiamo che la crema solare non protegge totalmente il bambino e che quindi è importante:
evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata;
utilizzare cappello e occhiali da sole;
far indossare ai bambini magliette leggere e traspiranti;
cercare zone d’ombra quando possibile;
mantenere una corretta idratazione.
Nei neonati e nei lattanti molto piccoli è opportuno limitare il più possibile l’esposizione diretta al sole.

Ricapitolando:

1. Scegliere la crema solare giusta non significa semplicemente acquistare il prodotto con l’SPF più alto. Significa valutare l’età, il tipo di pelle, il tempo di esposizione e imparare a utilizzare correttamente il prodotto.

2. La miglior crema solare è quella che viene applicata nella giusta quantità, riapplicata regolarmente e accompagnata da comportamenti corretti durante l’esposizione.

Hai dubbi su questo o altri argomenti legati alla salute tua o del tuo bambino? Gli specialisti del Policentro Salute possono aiutarti a scegliere le strategie più adatte per vivere il sole in sicurezza.